Descrizione
La Biblioteca civica Ubaldo Mazzini è la biblioteca storica della Spezia, ospitata in Palazzo Crozza, in corso Cavour. Conserva libri antichi, manoscritti e carte sulla storia della città e della Lunigiana.
Il palazzo era la residenza suburbana della famiglia Crozza, su progetto dell'architetto Piaggio. Un grande scalone davanti all'ingresso porta alla sala di lettura, con il soffitto affrescato da Cesare Agretti e Annibale Brugnoli.
Il patrimonio è di circa 142.000 tra volumi e opuscoli. Il nucleo più antico sono i 49 tra incunaboli e corali miniati, cioè libri stampati nei primi decenni della stampa e grandi libri di canto decorati a mano.
Seguono quasi mille cinquecentine, più di milleduecento seicentine e oltre quattromila settecentine. Ci sono poi le carte dell'Archivio storico comunale, 2.200 unità dal tardo Medioevo alla seconda metà dell'Ottocento.
La biblioteca conserva anche i lasciti di studiosi e collezionisti, tra cui spicca quello del conte Giovanni Sforza di Montignoso, storico e letterato. Ha una sezione di giornali e riviste, le carte geografiche e un fondo digitalizzato.
La storia comincia nel 1835, quando una società di cittadini fondò la Società d'incoraggiamento per sostenere l'istruzione nella Spezia ancora piccola. Dal 1842 i libri stavano al piano terra del Teatro Civico.
Il fondo crebbe con i manoscritti delle biblioteche dei conventi soppressi nel 1866. Nel 1898 la società passò la gestione al Comune, e nel 1906 la biblioteca si trasferì a Palazzo Crozza. Il trasloco fu diretto da Ubaldo Mazzini, che era anche il direttore e oggi dà il nome alla biblioteca.
Nel 1943, quando cominciarono i bombardamenti sulla piazzaforte spezzina, quasi tutti i volumi furono portati nella chiesa di San Carlo a Borghetto Vara, in val di Vara. Sembrava un posto sicuro.
La guerra arrivò proprio lì e il magazzino fu distrutto. I libri recuperati erano rovinati e alcuni andarono dispersi. Nel dopoguerra il patrimonio fu restaurato e rimesso in ordine.
Il palazzo ha ospitato fino al 1984 anche le raccolte del Museo civico archeologico, poi trasferite al Castello San Giorgio, ed è stato restaurato nel 2001. Dopo quel restauro la sala di lettura ha lampade sulle scrivanie, per chi studia.
Il palazzo era la residenza suburbana della famiglia Crozza, su progetto dell'architetto Piaggio. Un grande scalone davanti all'ingresso porta alla sala di lettura, con il soffitto affrescato da Cesare Agretti e Annibale Brugnoli.
Il patrimonio è di circa 142.000 tra volumi e opuscoli. Il nucleo più antico sono i 49 tra incunaboli e corali miniati, cioè libri stampati nei primi decenni della stampa e grandi libri di canto decorati a mano.
Seguono quasi mille cinquecentine, più di milleduecento seicentine e oltre quattromila settecentine. Ci sono poi le carte dell'Archivio storico comunale, 2.200 unità dal tardo Medioevo alla seconda metà dell'Ottocento.
La biblioteca conserva anche i lasciti di studiosi e collezionisti, tra cui spicca quello del conte Giovanni Sforza di Montignoso, storico e letterato. Ha una sezione di giornali e riviste, le carte geografiche e un fondo digitalizzato.
La storia comincia nel 1835, quando una società di cittadini fondò la Società d'incoraggiamento per sostenere l'istruzione nella Spezia ancora piccola. Dal 1842 i libri stavano al piano terra del Teatro Civico.
Il fondo crebbe con i manoscritti delle biblioteche dei conventi soppressi nel 1866. Nel 1898 la società passò la gestione al Comune, e nel 1906 la biblioteca si trasferì a Palazzo Crozza. Il trasloco fu diretto da Ubaldo Mazzini, che era anche il direttore e oggi dà il nome alla biblioteca.
Nel 1943, quando cominciarono i bombardamenti sulla piazzaforte spezzina, quasi tutti i volumi furono portati nella chiesa di San Carlo a Borghetto Vara, in val di Vara. Sembrava un posto sicuro.
La guerra arrivò proprio lì e il magazzino fu distrutto. I libri recuperati erano rovinati e alcuni andarono dispersi. Nel dopoguerra il patrimonio fu restaurato e rimesso in ordine.
Il palazzo ha ospitato fino al 1984 anche le raccolte del Museo civico archeologico, poi trasferite al Castello San Giorgio, ed è stato restaurato nel 2001. Dopo quel restauro la sala di lettura ha lampade sulle scrivanie, per chi studia.