Descrizione
La chiesa di Nostra Signora della Neve è una chiesa salesiana neo-romanica in viale Garibaldi, nel centro della Spezia, in cima a una grande scalinata. Fu consacrata nel 1901 e custodisce sull'altare maggiore un'antica Madonna dipinta su legno che gli spezzini considerano miracolosa.
La storia comincia con un'alluvione. Il torrente Lagora esce dagli argini, l'acqua invade una casa di campagna fuori dalle mura e distrugge tutto. Tutto tranne una cosa: un'immagine della Madonna dipinta su legno. Il popolo gridò al miracolo.
Nel 1595 le costruirono una cappella con la scritta «Questo Santuario è sorto per devozione del popolo della Spezia». Nel 1864 la cappella fu demolita per fare spazio all'Arsenale, e l'immagine passò nella chiesa di Santa Maria Assunta, poi nel 1881 dai salesiani.
I salesiani vollero un tempio più grande. Il progetto è dell'architetto Giuseppe Ferrari d'Orsara, che mescolò con una certa libertà le prime basiliche cristiane, i monumenti di Costantinopoli e San Vitale a Ravenna, usando quasi solo pietre delle cave locali.
La facciata è neo-romanica, a fasce bianche e grigie, con tre portali. Il portale centrale, in legno intagliato, ha nella lunetta un mosaico che riproduce la Madonna della Neve. Le lunette laterali ricordano san Francesco di Sales e san Giovanni Bosco.
Due falsi campanili ai lati completano l'insieme, mentre il campanile vero sta in fondo al fianco destro, lungo via Napoli.
Dentro, l'effetto è quello di una piccola basilica bizantina: tre navate con coppie di colonne di marmo rosso di Verona, capitelli corinzi e un soffitto a cassettoni decorato da stelle su fondo blu. La cupola mostra Cristo in trono tra gli Apostoli.
Intorno all'altare maggiore gira un ambulacro. Sull'arco trionfale una scritta in latino invoca la Vergine «bianca più della neve»: «guarda la tua Spezia». Il pulpito di pietra chiara poggia su colonne di marmo rosso.
La sorpresa arrivò nel 1968, con il restauro della Madonna della Neve. Sotto una grossolana pittura ottocentesca, le radiografie rivelarono un'opera del Quattrocento. Fu la scoperta di un'autentica testimonianza della storia della città.
E il miracolo, per i devoti, si è ripetuto: nel bombardamento del 5 giugno 1943, che distrusse quasi tutto il viale e le vie vicine, la chiesa rimase intatta.
Da non perdere
• La Madonna della Neve sull'altare maggiore.
• Il mosaico sul portale centrale.
• Le colonne di marmo rosso.
• Il soffitto a stelle.
Lo sapevi?
• Nell'atrio una lapide ricorda il legame con la basilica romana di Santa Maria Maggiore, a cui la chiesa è unita spiritualmente dal 1924.
• L'immagine fu incoronata nel nome di papa Pio XII il 9 novembre 1952.
La storia comincia con un'alluvione. Il torrente Lagora esce dagli argini, l'acqua invade una casa di campagna fuori dalle mura e distrugge tutto. Tutto tranne una cosa: un'immagine della Madonna dipinta su legno. Il popolo gridò al miracolo.
Nel 1595 le costruirono una cappella con la scritta «Questo Santuario è sorto per devozione del popolo della Spezia». Nel 1864 la cappella fu demolita per fare spazio all'Arsenale, e l'immagine passò nella chiesa di Santa Maria Assunta, poi nel 1881 dai salesiani.
I salesiani vollero un tempio più grande. Il progetto è dell'architetto Giuseppe Ferrari d'Orsara, che mescolò con una certa libertà le prime basiliche cristiane, i monumenti di Costantinopoli e San Vitale a Ravenna, usando quasi solo pietre delle cave locali.
La facciata è neo-romanica, a fasce bianche e grigie, con tre portali. Il portale centrale, in legno intagliato, ha nella lunetta un mosaico che riproduce la Madonna della Neve. Le lunette laterali ricordano san Francesco di Sales e san Giovanni Bosco.
Due falsi campanili ai lati completano l'insieme, mentre il campanile vero sta in fondo al fianco destro, lungo via Napoli.
Dentro, l'effetto è quello di una piccola basilica bizantina: tre navate con coppie di colonne di marmo rosso di Verona, capitelli corinzi e un soffitto a cassettoni decorato da stelle su fondo blu. La cupola mostra Cristo in trono tra gli Apostoli.
Intorno all'altare maggiore gira un ambulacro. Sull'arco trionfale una scritta in latino invoca la Vergine «bianca più della neve»: «guarda la tua Spezia». Il pulpito di pietra chiara poggia su colonne di marmo rosso.
La sorpresa arrivò nel 1968, con il restauro della Madonna della Neve. Sotto una grossolana pittura ottocentesca, le radiografie rivelarono un'opera del Quattrocento. Fu la scoperta di un'autentica testimonianza della storia della città.
E il miracolo, per i devoti, si è ripetuto: nel bombardamento del 5 giugno 1943, che distrusse quasi tutto il viale e le vie vicine, la chiesa rimase intatta.
Da non perdere
• La Madonna della Neve sull'altare maggiore.
• Il mosaico sul portale centrale.
• Le colonne di marmo rosso.
• Il soffitto a stelle.
Lo sapevi?
• Nell'atrio una lapide ricorda il legame con la basilica romana di Santa Maria Maggiore, a cui la chiesa è unita spiritualmente dal 1924.
• L'immagine fu incoronata nel nome di papa Pio XII il 9 novembre 1952.