Descrizione
La Chiesa di Nostra Signora della Salute, detta anche Madonna della Scorza, è il santuario del quartiere Umbertino, in piazza Brin, alla Spezia. La si riconosce dai due campanili con le cupole neobarocche.
La chiesa fu costruita dal 1887 per il nuovo quartiere popolare Umberto I, su progetto dell'architetto Maurizio Dufour. Aprì al culto nel 1900 e fu consacrata nel 1910, ma i campanili furono finiti solo nel 1912.
Dentro c'è una sola navata a volta, con i matronei ai lati del presbiterio. L'altare maggiore in marmo, barocco, è del 1771: più antico della chiesa che lo ospita.
Sopra l'altare, a circa undici metri da terra, quattro colonne di marmo giallo di Verona incorniciano il trono della Madonna della Salute, la tela venerata dai fedeli. Autore e origine sono ignoti; sembra un'opera del Cinquecento.
Nel 1925 la tela fu ornata con diademi d'oro, ottenuti fondendo gioielli e monili donati dai parrocchiani. Nello stesso anno fu inaugurato l'organo Tamburini, sulla cantoria sopra l'ingresso, restaurato nel 1991 dalla stessa ditta che lo aveva costruito.
Nella navata destra c'è una tela del genovese Giovanni Andrea De Ferrari con la Vergine bambina e i santi Anna e Gioacchino. In quella sinistra colpisce il Cristo deposto, drammatica scultura in legno dello spezzino Carlo Giovannoni, del 1965. Vicino all'ingresso, un'acquasantiera porta ancora i segni di un grave atto vandalico del 1907.
Nome e devozione vengono da un'altra chiesa: l'antico oratorio della Madonna della Scorza, accanto a un convento del Cinquecento, dove oggi corre viale Ferrari. Fu demolito quando la stazione ferroviaria si spostò da Valdellora alla sede attuale.
Di quell'oratorio sono rimaste solo alcune colonne, riutilizzate nell'edificio dell'ex Hotel Terminus, costruito tra il 1906 e il 1908 dall'architetto Zanazzo.
Davanti alla chiesa, in piazza Brin, c'è la Fontana delle Voci di Mirko Basaldella, del 1956.
La chiesa fu costruita dal 1887 per il nuovo quartiere popolare Umberto I, su progetto dell'architetto Maurizio Dufour. Aprì al culto nel 1900 e fu consacrata nel 1910, ma i campanili furono finiti solo nel 1912.
Dentro c'è una sola navata a volta, con i matronei ai lati del presbiterio. L'altare maggiore in marmo, barocco, è del 1771: più antico della chiesa che lo ospita.
Sopra l'altare, a circa undici metri da terra, quattro colonne di marmo giallo di Verona incorniciano il trono della Madonna della Salute, la tela venerata dai fedeli. Autore e origine sono ignoti; sembra un'opera del Cinquecento.
Nel 1925 la tela fu ornata con diademi d'oro, ottenuti fondendo gioielli e monili donati dai parrocchiani. Nello stesso anno fu inaugurato l'organo Tamburini, sulla cantoria sopra l'ingresso, restaurato nel 1991 dalla stessa ditta che lo aveva costruito.
Nella navata destra c'è una tela del genovese Giovanni Andrea De Ferrari con la Vergine bambina e i santi Anna e Gioacchino. In quella sinistra colpisce il Cristo deposto, drammatica scultura in legno dello spezzino Carlo Giovannoni, del 1965. Vicino all'ingresso, un'acquasantiera porta ancora i segni di un grave atto vandalico del 1907.
Nome e devozione vengono da un'altra chiesa: l'antico oratorio della Madonna della Scorza, accanto a un convento del Cinquecento, dove oggi corre viale Ferrari. Fu demolito quando la stazione ferroviaria si spostò da Valdellora alla sede attuale.
Di quell'oratorio sono rimaste solo alcune colonne, riutilizzate nell'edificio dell'ex Hotel Terminus, costruito tra il 1906 e il 1908 dall'architetto Zanazzo.
Davanti alla chiesa, in piazza Brin, c'è la Fontana delle Voci di Mirko Basaldella, del 1956.