Descrizione
Il Museo diocesano della Spezia è un piccolo museo d'arte sacra in via del Prione, in pieno centro storico. Raccoglie dipinti, argenti e oggetti liturgici delle chiese della diocesi, tra il Golfo, la Riviera e l'entroterra, e racconta la storia religiosa del territorio.
Ha sede nell'antico Oratorio di San Bernardino, del Quattrocento, dove le mura medievali avevano la porta per chi arrivava da Genova. Soppresso dalle riforme napoleoniche, fu a lungo la sede della Pubblica Assistenza, prima di diventare museo.
La diocesi ha una storia complicata. Nata a Luni, passò a Sarzana nel 1204, e solo nel 1929 arrivò alla Spezia. Per questo i musei diocesani sono tre, uno per ogni sede: Spezia, Sarzana e Brugnato.
La visita comincia dalla sala del Carpenino, con la grande Triplice incoronazione di san Nicola da Tolentino, dipinta nel 1539 da Antonio da Carpena, detto il Carpenino. Intorno sono esposti reperti di pietra da chiese e oratori demoliti per rinnovare la città.
Accanto c'è un piccolo San Girolamo penitente dello stesso pittore. Di notevole interesse sono le due Madonne di scuola pisana, di Fabiano e di Marinasco, e lo stendardo processionale di tela dipinto su entrambi i lati da Carlo Braccesco.
Poi c'è la Madonna di Jacopo Spinolotto, del 1476, il primo pittore spezzino conosciuto. Nel 1974 qualcuno la rubò dalla pieve di San Venerio. Per oltre trent'anni di lei non si seppe nulla, poi nel 2007 fu ritrovata, e nel 2008 è tornata qui, dove si può rivedere.
Nella sala del tesoro brillano il calice parigino detto di Enrico VIII, di proprietà della parrocchia di Sant'Andrea di Levanto, il reliquiario di san Giovanni Battista di argentiere genovese e l'argenteria di varie parrocchie, da Biassa a Portovenere.
La sala del Ciborio ha un prezioso tabernacolo ligneo della parrocchia di Monterosso e racconta la costruzione della nuova cattedrale della Spezia, degli architetti Libera e Galeazzi, fino al 1974. Ci sono tele liguri, paramenti ricamati e un ostensorio di legno.
Il museo vuole mostrare nel tempo opere sempre nuove, per far conoscere le ricchezze che sono nelle parrocchie o nascoste nelle casseforti. Ospita anche mostre di artisti della città sull'arte sacra contemporanea.
Da non perdere
• La Triplice incoronazione del Carpenino.
• La Madonna di Spinolotto.
• Il calice di Enrico VIII.
• Il Ciborio di Monterosso.
Lo sapevi?
• La Madonna di Spinolotto tornò a casa il 14 giugno 2008, dopo il furto del 1974.
• Nel 1133 la diocesi fu privata di una parte del territorio per creare quella di Brugnato.
Ha sede nell'antico Oratorio di San Bernardino, del Quattrocento, dove le mura medievali avevano la porta per chi arrivava da Genova. Soppresso dalle riforme napoleoniche, fu a lungo la sede della Pubblica Assistenza, prima di diventare museo.
La diocesi ha una storia complicata. Nata a Luni, passò a Sarzana nel 1204, e solo nel 1929 arrivò alla Spezia. Per questo i musei diocesani sono tre, uno per ogni sede: Spezia, Sarzana e Brugnato.
La visita comincia dalla sala del Carpenino, con la grande Triplice incoronazione di san Nicola da Tolentino, dipinta nel 1539 da Antonio da Carpena, detto il Carpenino. Intorno sono esposti reperti di pietra da chiese e oratori demoliti per rinnovare la città.
Accanto c'è un piccolo San Girolamo penitente dello stesso pittore. Di notevole interesse sono le due Madonne di scuola pisana, di Fabiano e di Marinasco, e lo stendardo processionale di tela dipinto su entrambi i lati da Carlo Braccesco.
Poi c'è la Madonna di Jacopo Spinolotto, del 1476, il primo pittore spezzino conosciuto. Nel 1974 qualcuno la rubò dalla pieve di San Venerio. Per oltre trent'anni di lei non si seppe nulla, poi nel 2007 fu ritrovata, e nel 2008 è tornata qui, dove si può rivedere.
Nella sala del tesoro brillano il calice parigino detto di Enrico VIII, di proprietà della parrocchia di Sant'Andrea di Levanto, il reliquiario di san Giovanni Battista di argentiere genovese e l'argenteria di varie parrocchie, da Biassa a Portovenere.
La sala del Ciborio ha un prezioso tabernacolo ligneo della parrocchia di Monterosso e racconta la costruzione della nuova cattedrale della Spezia, degli architetti Libera e Galeazzi, fino al 1974. Ci sono tele liguri, paramenti ricamati e un ostensorio di legno.
Il museo vuole mostrare nel tempo opere sempre nuove, per far conoscere le ricchezze che sono nelle parrocchie o nascoste nelle casseforti. Ospita anche mostre di artisti della città sull'arte sacra contemporanea.
Da non perdere
• La Triplice incoronazione del Carpenino.
• La Madonna di Spinolotto.
• Il calice di Enrico VIII.
• Il Ciborio di Monterosso.
Lo sapevi?
• La Madonna di Spinolotto tornò a casa il 14 giugno 2008, dopo il furto del 1974.
• Nel 1133 la diocesi fu privata di una parte del territorio per creare quella di Brugnato.