Descrizione
Il Museo Tecnico Navale della Marina Militare è il più importante museo navale d'Italia, alla Spezia, accanto alla porta principale dell'Arsenale. Modelli di navi, polene, siluri e i mezzi d'assalto delle due guerre raccontano secoli di storia sul mare.
I numeri dicono molto: più di 150 modelli di navi e imbarcazioni, circa 2.500 medaglie e 6.500 cimeli. Il museo è nato per tenere vive le tradizioni della marineria militare italiana.
La sala dell'evoluzione navale mette in fila i modelli in scala: i velieri delle marine degli antichi stati italiani, quasi tutte le grandi navi varate nell'Arsenale della Spezia tra il 1860 e il 1910 e quelle della Seconda guerra mondiale.
Tra i pezzi più antichi c'è la raccolta di polene dei vascelli del Quattro, Cinque e Seicento. La più misteriosa è l'Atalanta, misteriosa figura femminile in legno ripescata nel 1866 dall'Atlantico.
La sala dei mezzi d'assalto è la più ricca di storie. Ci sono i resti del Grillo, modello del MAS 15, e il prototipo dell'ordigno con cui Rossetti e Paolucci affondarono la corazzata austriaca Viribus Unitis nel porto di Pola, il 1º novembre 1918.
Accanto c'è il prototipo del Maiale, la torpedo semovente ideata da Tesei e Toschi, con i barchini del Gruppo mezzi d'assalto, nato proprio alla Spezia durante la Seconda guerra mondiale.
Un'altra sala segue l'evoluzione del siluro, dal prototipo usato dalla Marina nel 1875 a quelli delle due guerre mondiali, con mine subacquee originali.
Fra le armi antiche ci sono spingarde moresche del Cinquecento, un cannoncino turco del 1521 e una mitragliatrice Gatling a dieci canne usata dai Boxer. Da non trascurare le foto dei primi esperimenti radio di Guglielmo Marconi. Nel giardino ci sono un'elica della corazzata Vittorio Veneto e il monumento in bronzo a Costanzo Ciano di Francesco Messina.
La storia del museo comincia verso il 1570 a Villefranche-sur-Mer, dove i Savoia avevano la prima base della loro flotta. La raccolta passò poi per Cagliari, al tempo di Napoleone, e per Genova dal 1815.
Nel 1870, per decisione di Cavour, la base della Marina si trasferì alla Spezia, museo compreso. I bombardamenti della Seconda guerra mondiale distrussero molti pezzi; nel 1958 il museo riaprì nelle sale di oggi.
Da non perdere
• La polena Atalanta.
• Il Maiale di Tesei e Toschi.
• I modelli delle navi varate alla Spezia.
• L'elica della Vittorio Veneto.
Lo sapevi?
• Si dice che l'Atalanta possa stregare con il suo fascino inquietante chi la guarda troppo a lungo.
• Nel giardino è esposta una parte della carena dell'Elettra, la nave di Marconi.
I numeri dicono molto: più di 150 modelli di navi e imbarcazioni, circa 2.500 medaglie e 6.500 cimeli. Il museo è nato per tenere vive le tradizioni della marineria militare italiana.
La sala dell'evoluzione navale mette in fila i modelli in scala: i velieri delle marine degli antichi stati italiani, quasi tutte le grandi navi varate nell'Arsenale della Spezia tra il 1860 e il 1910 e quelle della Seconda guerra mondiale.
Tra i pezzi più antichi c'è la raccolta di polene dei vascelli del Quattro, Cinque e Seicento. La più misteriosa è l'Atalanta, misteriosa figura femminile in legno ripescata nel 1866 dall'Atlantico.
La sala dei mezzi d'assalto è la più ricca di storie. Ci sono i resti del Grillo, modello del MAS 15, e il prototipo dell'ordigno con cui Rossetti e Paolucci affondarono la corazzata austriaca Viribus Unitis nel porto di Pola, il 1º novembre 1918.
Accanto c'è il prototipo del Maiale, la torpedo semovente ideata da Tesei e Toschi, con i barchini del Gruppo mezzi d'assalto, nato proprio alla Spezia durante la Seconda guerra mondiale.
Un'altra sala segue l'evoluzione del siluro, dal prototipo usato dalla Marina nel 1875 a quelli delle due guerre mondiali, con mine subacquee originali.
Fra le armi antiche ci sono spingarde moresche del Cinquecento, un cannoncino turco del 1521 e una mitragliatrice Gatling a dieci canne usata dai Boxer. Da non trascurare le foto dei primi esperimenti radio di Guglielmo Marconi. Nel giardino ci sono un'elica della corazzata Vittorio Veneto e il monumento in bronzo a Costanzo Ciano di Francesco Messina.
La storia del museo comincia verso il 1570 a Villefranche-sur-Mer, dove i Savoia avevano la prima base della loro flotta. La raccolta passò poi per Cagliari, al tempo di Napoleone, e per Genova dal 1815.
Nel 1870, per decisione di Cavour, la base della Marina si trasferì alla Spezia, museo compreso. I bombardamenti della Seconda guerra mondiale distrussero molti pezzi; nel 1958 il museo riaprì nelle sale di oggi.
Da non perdere
• La polena Atalanta.
• Il Maiale di Tesei e Toschi.
• I modelli delle navi varate alla Spezia.
• L'elica della Vittorio Veneto.
Lo sapevi?
• Si dice che l'Atalanta possa stregare con il suo fascino inquietante chi la guarda troppo a lungo.
• Nel giardino è esposta una parte della carena dell'Elettra, la nave di Marconi.