Descrizione
Palazzo Maggiani è uno dei palazzi Liberty più caratteristici della Spezia, ben in vista all'angolo tra corso Cavour e viale Aldo Ferrari: un edificio d'angolo con una decorazione diversa a ogni piano, che vale una sosta col naso all'insù.
Fu costruito tra il 1900 e il 1902, gli anni in cui la Spezia dell'Arsenale diventava una città industriale. Chi ha studiato il Liberty spezzino ne ha definito la decorazione «capricciosa e bizzarra», e non a torto. Il progetto fu presentato nel 1910 all'Esposizione internazionale del Liberty di Parigi.
Sulla facciata conviene cercare l'angioletto: ci si arriva con lo sguardo seguendo le offerte di fiori di una fila di figure femminili. Intorno compaiono i simboli prediletti del Liberty, il pavone e il girasole.
Dentro, un cortile coperto da un lucernaio distribuisce tre scale e un ascensore. Nell'androne resta ancora la guardiola del custode, in pregevole legno intagliato, con l'alloggio che le apparteneva, e il pavimento dell'atrio è della ditta di Adolfo Boletto, artigiano di Chiavari diventato famoso alla Spezia.
Un'altra opera di Boletto è il mosaico sotto i portici del Palazzo dell'Ammiragliato, edificio del 1853 in via Domenico Chiodo: un buon pretesto per una seconda tappa sul filo del Liberty spezzino.
L'ascensore ha una piccola storia. Installato nel 1906, era idraulico ed era il primo di questo tipo in città: una prova concreta del progresso tecnico della nuova Spezia. Rimase in servizio fino agli anni Novanta del Novecento, quando fu sostituito.
Il palazzo ha anche conosciuto la paura. All'alba del 17 luglio 1996, verso le sei, scoppiò un incendio all'ultimo piano: i vigili del fuoco portarono in salvo quaranta famiglie, ma quattro appartamenti andarono distrutti e altri sei furono gravemente danneggiati. Dieci famiglie restarono a lungo senza casa.
Fu costruito tra il 1900 e il 1902, gli anni in cui la Spezia dell'Arsenale diventava una città industriale. Chi ha studiato il Liberty spezzino ne ha definito la decorazione «capricciosa e bizzarra», e non a torto. Il progetto fu presentato nel 1910 all'Esposizione internazionale del Liberty di Parigi.
Sulla facciata conviene cercare l'angioletto: ci si arriva con lo sguardo seguendo le offerte di fiori di una fila di figure femminili. Intorno compaiono i simboli prediletti del Liberty, il pavone e il girasole.
Dentro, un cortile coperto da un lucernaio distribuisce tre scale e un ascensore. Nell'androne resta ancora la guardiola del custode, in pregevole legno intagliato, con l'alloggio che le apparteneva, e il pavimento dell'atrio è della ditta di Adolfo Boletto, artigiano di Chiavari diventato famoso alla Spezia.
Un'altra opera di Boletto è il mosaico sotto i portici del Palazzo dell'Ammiragliato, edificio del 1853 in via Domenico Chiodo: un buon pretesto per una seconda tappa sul filo del Liberty spezzino.
L'ascensore ha una piccola storia. Installato nel 1906, era idraulico ed era il primo di questo tipo in città: una prova concreta del progresso tecnico della nuova Spezia. Rimase in servizio fino agli anni Novanta del Novecento, quando fu sostituito.
Il palazzo ha anche conosciuto la paura. All'alba del 17 luglio 1996, verso le sei, scoppiò un incendio all'ultimo piano: i vigili del fuoco portarono in salvo quaranta famiglie, ma quattro appartamenti andarono distrutti e altri sei furono gravemente danneggiati. Dieci famiglie restarono a lungo senza casa.